venerdì 15 gennaio 2016

i presepi del popolo racalmutese

Quando i sindaci pensavano a cose più serie e trasformarono un paesaccio contadino in mano a pochi  traviati galantuomini nella ridente cittadina di oggi, il popolo (lo chiamavano popolino) ancora pagano e Magna Grecia nell'anima e nel cuore, non sapeva nulla di alberi natalizi ed invero per dirla alla Sciascia odiava l'arbuli di beddru vidiri. Rammentavao antiche tasse borboniche da evadere.

I Racarmutisi  cunzavanu lu presepio. Non sapevano di San Francesco a Greggio. Ma tra tanti fiori cu lu bamminieddru di cira, san Gnisippuzzu e la beddra matri facevano scena e spingevano a salutare devozione. Cerano pastori e dal Sei Gennaio i Re Magi. Tanti stiddri in cielo e la cumeta. Pure la nivi e gorgogliava l'acqua dei piccoli rigagnoli che scendeva dalle montagne in cartapesta,

Pietro Tulumello ne coglie qui la confezione all'angolo delle casupole addossate a la Beddra Matri di lu Munti.

Grazie Piero, quanti ricordi che belle foto!


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