martedì 22 agosto 2017

Mio diletto figlio selettivo, prof. Alfredo Sole,

di ritorno dal mio isolamento volontario in quel di Baccarecce prendo finalmente visione della tua. Ma invece di una sono due lettere insieme, una dattiloscritta, l'altra manoscritta.

Non agevole collegarle. Per di più ora ti metti a fare il filosofo cattedratico con me e lo smarrimento è irreversibile

Vediamo, non tutto è positivo in questa tua congiuntura restrittiva; da un lato qualche derubricazione favorevole, dall'altro un disagevole addestramento alla prossima vita sociale, conviviale.

Non so che dirti.

Mi dai quindi lezioni di logica aristotelica, di destrezze colloquiali, di rampogne retoriche.  

Niente da dire. Sei bravo anzi bravissimo, nulla da obiettare,

Ovviamente non hai scalfito per nulla il mio rude convincimento

Non faccio parte di nessuna scuola di pensiero racalmutese e nego che vi siano in quel lembo di terra solfifero e stracolmo di sale (invero salgenmma) scuole di pensiero a me avverse.

A Racalmuto non c'è adito ad austere aule pensose. Al massimo vi sta gente che ha pensieri. Pensieri molesti. Direi piccole preoccupazioni economiche tipiche di una umanità minore in tempi di ostentata opulenza.

Quello che io penso sulla mafia racalmutese l'ho già esternato ad abundantiam nel mio non letto libro: RACALMUTO NEI MILLENNI. In polemica con Sciascia, non benevolo certo col tuo mondo. Anzi cattivo, inflessibile.
Per me tu non sei innocente, non sei solo colpevole di efferato omicidio di stampo mafioso da triplice ergasolo con 41 bis un tempo ed ora con fine pena mai ostativo per cogente esigenza di una antimafia in declino operativo ma in crescente esigenza locupletante.
Manco maggiorenne, senza alcuna premeditazione, mancando ogni prova obiettiva, in fase di puberale esaltazione magniloquente, propenso all'autocalunnia autoappagante (un infantilismo che mi pare perduri), potevi fornire ad un avvocato appena tale elementi attenuanti di soverchiante forza, ostativi di ogni pena senza fine.
Ritornello ripetuto noiosamente sino al mio spasimo paterno. Ma tu da questo orecchio non ci senti e quindi, desisto.


Ti abbraccio.


Mio diletto figlio selettivo, prof. Alfredo Sole,

di ritorno dal mio isolamento volontario in quel di Baccarecce prendo finalmente visione della tua. Ma invece di una sono due lettere insieme, una dattiloscritta, l'altra manoscritta.

Non agevole collegarle. Per di più ora ti metti a fare il filosofo cattedratico con me e lo smarrimento è irreversibile

Vediamo, non tutto è positivo in questa tua congiuntura restrittiva; da un lato qualche derubricazione favorevole, dall'altro un disagevole addestramento alla prossima vita sociale, conviviale.

Non so che dirti.

Mi dai quindi lezioni di logica aristotelica, di destrezze colloquiali, di rampogne retoriche.

Niente da dire. Sei bravo anzi bravissimo, nulla da obiettare,

Ovviamente non hai scalfito per nulla il mio rude convincimento

Non faccio parte di nessuna scuola di pensiero racalmutese e nego che vi siano in quel lembo di terra solfifero e stracolmo di sale (invero salgenmma) scuole di pensiero a me avverse.

A Racalmuto non c'è adito ad austere aule pensose. Al massimo vi sta gente che ha pensieri. Pensieri molesti. Direi piccole preoccupazioni economiche tipiche di una umanità minore in tempi di ostentata opulenza.

Quello che io penso sulla mafia racalmutese l'ho già esternato ad abundantiam nel mio non letto libro: RACALMUTO NEI MILLENNI. In polemica con Sciascia, non benevolo certo col tuo mondo. Anzi cattivo, inflessibile.
Per me tu non sei innocente, non sei solo colpevole di efferato omicidio di stampo mafioso da triplice ergasolo con 41 bis un tempo ed ora con fine pena mai ostativo per cogente esigenza di una antimafia in declino operativo ma in crescente esigenza locupletante.
Manco maggiorenne, senza alcuna premeditazione, mancando ogni prova obiettiva, in fase di puberale esaltazione magniloquente, propenso all'autocalunnia autoappagante (un infantilismo che mi pare perduri), potevi fornire ad un avvocato appena tale elementi attenuanti di soverchiante forza, ostativi di ogni pena senza fine.
Ritornello ripetuto noiosamente sino al mio spasimo paterno. Ma tu da questo orecchio non ci senti e quindi, desisto.


Ti abbraccio.


Calogero Taverna
Obietto e non concordo in via generale. Visco, da me varie volte indebitamente attaccato, sta facendo pulizia. Vedo che già certe menti elette lo vorrebbero 'giubilare'. Sono con VISCO. Spero che sia più drastico. Basta con i benefici immeritati per i tanti tantissimi fannulloni targati BI. Quanto al sapido racconto di via Matteo Bartoli - a me del tutto ignoto - mi piacerebbe farvi ispezione, a mio modo. Di chi la colpa? In quale contesto storico, politico e...
Continua a leggere
Mi piaceVedi altre reazioni
Commenta
Commenti

Notizie

Assunta Russo ha commentato il tuo post.
Assunta Russo Facili le argomentazioni poste da e per persone dabbene, esiste però un ma ed è rappresentato dal mal governo della quasi totalità delle istituzioni ex fasciste e rimaste governate dagli stessi e dalla ex dc, divenuta poi molti partiti che ancora sono indisturbati a mal governare... e, allora, IO non credo proprio in un ripristino della bi in dirittura PULIZIA credo invece ad allettanti proposte accettando le quali la bi stessa diverrà esecutrice di molte ingius...
Altro...
Mi piaceVedi altre reazioni
Commenta
Commenti
Lillo Taverna Calogero Taverna
Obietto e non concordo in via generale. Visco, da me varie volte indebitamente attaccato, sta facendo pulizia. Vedo che già certe menti elette lo vorrebbero 'giubilare'. Sono con VISCO. Spero che sia più drastico. Basta con i benefici 
...Altro...
Rispondi1 h
Gestire
Assunta Russo Ringrazio, ma non mi accodo... per me colpevole è solo il potere mal gestito e non credo piu che nei livelli superiori non si pensi solo e sempre ai benefici di "compagnia" di "tribù" o nient'altro si voglia mettere in campo. Facile parlare di connivenze, e allora dov'è la differenza...
Mi piace
Rispondi12 min
Gestire
Lillo Taverna Tra chi ordisce le malefatte e chi per varie ragioni o motivi, magari per ricatto, deve esserne connivente la differenza è abissale. A me interessa l'artefice, specie se in veste di mandante, non il connivente. Diversamente abbiamo la giustizia all'italiana maniera 'che inventa le colpe dei deboli e affossa i misfatti dei potenti'. Bankitalia: già via Matteo Bartoli.... ma vogliamo rispolverare i finanziamenti CSR alle Ferrovie Sarde? Vogliamo parlare dei titoli Parmalat trafugati dal NOSTRO Fondo Pensioni ai peccamonosi investimenti sine die della CSR? O magari visto ache adesso la CIDA BI strilla per i dirigenti, vogliamo riesumare la 127 socialcomunista dei miei tempi (espulso però Romano Gattoni)?
Venerdì scorso, dovetti assistere ad una santa messa celebrata sotto il balcone della mia novella dimora in quel di Baccarecce. All'aperto, già la chiesa è stata dichiarata inagibile in quento sarebbe stata lesionata dal recente terremoto amatriciano. A pappapre son tutti buoni. Celebra un prete polacco che sta toppo impinguandosi perchè aduso ad abbondanti pasti e libagioni. Giunti al moderno momento della lettura in conu epistulae, una gentile signora dalla voce limpida e chiara, che le parole le scandisce tutte in fotma tonda e costante, mi ammanisce uno stralcio nefando da questo razzista, crudele, disumano, monoteista passo biblico del libro di Giosuè. Inoridisco, La signora non si rende conto delle scelleratezze che legge compunta e precisa. Il rabberciato passo risulta ancor più razzista. crudele, disumano, monoteista dell'integro originale. La signora conclude stentorea: Parola di Dio. Mi alzo e mi rintano nelle tante stanze di questo contadino palazzotto avito ereditato da mia moglie.

....................................................
Giosuè 24:1-33

00:0000:00
24 E Giosuè raccoglieva a Sichem* tutte le tribù d’Israele+ e chiamava gli anziani d’Israele+ e i suoi capi e i suoi giudici e i suoi ufficiali, e si ponevano dinanzi al [vero] Dio.+ 2 E Giosuè diceva a tutto il popolo: “Geova l’Iddio d’Israele ha detto questo: ‘I vostri antenati,+ Tera padre di Abraamo e padre di Nahor,+ dimorarono molto tempo fa dall’altra parte del Fiume*+ e servivano* altri dèi.*
3 “‘A suo tempo io presi il vostro antenato Abraamo+ dall’altra parte del Fiume+ e lo feci camminare per tutto il paese di Canaan e resi numeroso il suo seme.*+ Così gli diedi Isacco.+ 4 A Isacco diedi quindi Giacobbe ed Esaù.+ In seguito diedi a Esaù il monte Seir perché ne prendesse possesso;+ e Giacobbe e i suoi figli scesero in Egitto.+ 5 Più tardi mandai Mosè e Aaronne,+ e piagavo l’Egitto con ciò che* feci in mezzo ad esso;+ e poi vi feci uscire.+ 6 Quando facevo uscire i vostri padri dall’Egitto+ e giungeste al mare, gli egiziani inseguivano+ quindi i vostri padri con carri da guerra e cavalieri fino al Mar Rosso. 7 Ed essi gridavano a Geova.+ Egli pose dunque le tenebre fra voi e gli egiziani+ e fece venire sopra di loro il mare e li coprì,+ e i vostri occhi videro ciò che io feci in Egitto;+ e prendeste a dimorare per molti giorni nel deserto.+
8 “‘Infine vi condussi nel paese degli amorrei che dimoravano dall’altra parte del Giordano, ed essi combattevano contro di voi.+ Allora ve li diedi in mano affinché prendeste possesso del loro paese, e li annientai d’innanzi a voi.+ 9 Quindi Balac figlio di Zippor,+ re di Moab, si levò e andò a combattere contro Israele.+ Mandò dunque a chiamare Balaam figlio di Beor per invocare il male su di voi.+ 10 E io non volli ascoltare Balaam.+ Di conseguenza egli vi benedisse ripetutamente.+ Così vi liberai dalla sua mano.+
11 “‘Passaste quindi il Giordano+ e giungeste a Gerico.+ E i proprietari di terre* di Gerico, gli amorrei e i ferezei e i cananei e gli ittiti e i ghirgasei, gli ivvei e i gebusei combattevano contro di voi; ma io ve li diedi in mano.+ 12 Mandai dunque davanti a voi il senso di abbattimento,* ed esso li cacciò gradualmente d’innanzi a voi+ — due re degli amorrei — non con la vostra spada e non col vostro arco.+ 13 Così vi diedi un paese per cui non avevate faticato e città che non avevate edificato,+ e prendeste a dimorarvi. Voi mangiate delle vigne e degli oliveti che non avete piantato’.+
14 “E ora temete Geova+ e servitelo senza difetto e in verità,+ ed eliminate gli dèi che i vostri antenati servirono dall’altra parte del Fiume e in Egitto,+ e servite Geova. 15 Ora se è male agli occhi vostri servire Geova, sceglietevi oggi chi volete servire,+ se gli dèi che servirono i vostri antenati che erano dall’altra parte del Fiume*+ o gli dèi degli amorrei nel cui paese dimorate.+ Ma in quanto a me e alla mia casa, serviremo Geova”.+
16 A ciò il popolo rispose e disse: “È impensabile, da parte nostra, lasciare Geova per servire altri dèi. 17 Poiché Geova nostro Dio fece salire noi e i nostri padri dal paese d’Egitto,+ dalla casa degli schiavi,+ e compì questi grandi segni davanti ai nostri occhi+ e continuò a custodirci per tutta la via per la quale camminammo e fra tutti i popoli in mezzo ai quali passammo.+ 18 E Geova cacciava d’innanzi a noi tutti i popoli,+ anche gli amorrei, che dimoravano nel paese. In quanto a noi, anche noi serviremo Geova, perché egli è il nostro Dio”.+
19 Giosuè disse quindi al popolo: “Voi non potete servire Geova, perché egli è un Dio santo;*+ è un Dio* che esige esclusiva devozione.+ Egli non perdonerà le vostre rivolte e i vostri peccati.+ 20 Nel caso che abbandoniate Geova+ e davvero serviate dèi stranieri,*+ anch’egli certamente si volgerà e vi farà danno e vi sterminerà dopo avervi fatto del bene”.+
21 A sua volta il popolo disse a Giosuè: “No, ma serviremo Geova!”+ 22 A ciò Giosuè disse al popolo: “Voi siete testimoni contro voi stessi+ che di vostro proprio consenso avete scelto Geova, per servirlo”.+ A ciò dissero: “Siamo testimoni”.
23 “E ora eliminate gli dèi stranieri che sono in mezzo a voi,+ e inclinate il vostro cuore a Geova l’Iddio d’Israele”. 24 A sua volta il popolo disse a Giosuè: “Serviremo Geova nostro Dio e ascolteremo la sua voce!”+
25 E quel giorno Giosuè concludeva col popolo un patto e costituiva per loro a Sichem* un regolamento e una decisione giudiziaria.+ 26 Giosuè scrisse quindi queste parole nel libro della legge+ di Dio e prese una grossa pietra+ e la eresse lì sotto l’albero massiccio+ che è accanto al santuario di Geova.
27 E Giosuè diceva a tutto il popolo: “Ecco, questa pietra è ciò che servirà da testimone contro di noi,+ poiché essa stessa ha udito tutti i detti di Geova che egli ci ha pronunciato, e deve servire da testimone contro di voi affinché non rinneghiate il vostro Dio”. 28 Allora Giosuè mandò via il popolo, ciascuno alla sua eredità.+


29 E avvenne che dopo queste cose Giosuè figlio di Nun, servitore di Geova, infine morì all’età di centodieci anni.+
Venerdì scorso, dovetti assistere ad una santa messa celebrata sotto il balcone della mia novella dimora in quel di Baccarecce. All'aperto, già la chiesa è stata dichiarata inagibile in quento sarebbe stata lesionata dal recente terremoto amatriciano. A pappapre son tutti buoni. Celebra un prete polacco che sta toppo impinguandosi perchè aduso ad abbondanti pasti e libagioni. Giunti al moderno momento della lettura in conu epistulae, una gentile signora dalla voce limpida e chiara, che le parole le scandisce tutte in fotma tonda e costante, mi ammanisce uno stralcio nefando da questo razzista, crudele, disumano, monoteista passo biblico del libro di Giosuè. Inoridisco, La signora non si rende conto delle scelleratezze che legge compunta e precisa. Il rabberciato passo risulta ancor più razzista. crudele, disumano, monoteista dell'integro originale. La signora conclude stentorea: Parola di Dio. Mi alzo e mi rintano nelle tante stanze di questo contadino palazzotto avito ereditato da mia moglie.

....................................................
Giosuè 24:1-33

00:0000:00
24 E Giosuè raccoglieva a Sichem* tutte le tribù d’Israele+ e chiamava gli anziani d’Israele+ e i suoi capi e i suoi giudici e i suoi ufficiali, e si ponevano dinanzi al [vero] Dio.+ 2 E Giosuè diceva a tutto il popolo: “Geova l’Iddio d’Israele ha detto questo: ‘I vostri antenati,+ Tera padre di Abraamo e padre di Nahor,+ dimorarono molto tempo fa dall’altra parte del Fiume*+ e servivano* altri dèi.*
3 “‘A suo tempo io presi il vostro antenato Abraamo+ dall’altra parte del Fiume+ e lo feci camminare per tutto il paese di Canaan e resi numeroso il suo seme.*+ Così gli diedi Isacco.+ 4 A Isacco diedi quindi Giacobbe ed Esaù.+ In seguito diedi a Esaù il monte Seir perché ne prendesse possesso;+ e Giacobbe e i suoi figli scesero in Egitto.+ 5 Più tardi mandai Mosè e Aaronne,+ e piagavo l’Egitto con ciò che* feci in mezzo ad esso;+ e poi vi feci uscire.+ 6 Quando facevo uscire i vostri padri dall’Egitto+ e giungeste al mare, gli egiziani inseguivano+ quindi i vostri padri con carri da guerra e cavalieri fino al Mar Rosso. 7 Ed essi gridavano a Geova.+ Egli pose dunque le tenebre fra voi e gli egiziani+ e fece venire sopra di loro il mare e li coprì,+ e i vostri occhi videro ciò che io feci in Egitto;+ e prendeste a dimorare per molti giorni nel deserto.+
8 “‘Infine vi condussi nel paese degli amorrei che dimoravano dall’altra parte del Giordano, ed essi combattevano contro di voi.+ Allora ve li diedi in mano affinché prendeste possesso del loro paese, e li annientai d’innanzi a voi.+ 9 Quindi Balac figlio di Zippor,+ re di Moab, si levò e andò a combattere contro Israele.+ Mandò dunque a chiamare Balaam figlio di Beor per invocare il male su di voi.+ 10 E io non volli ascoltare Balaam.+ Di conseguenza egli vi benedisse ripetutamente.+ Così vi liberai dalla sua mano.+
11 “‘Passaste quindi il Giordano+ e giungeste a Gerico.+ E i proprietari di terre* di Gerico, gli amorrei e i ferezei e i cananei e gli ittiti e i ghirgasei, gli ivvei e i gebusei combattevano contro di voi; ma io ve li diedi in mano.+ 12 Mandai dunque davanti a voi il senso di abbattimento,* ed esso li cacciò gradualmente d’innanzi a voi+ — due re degli amorrei — non con la vostra spada e non col vostro arco.+ 13 Così vi diedi un paese per cui non avevate faticato e città che non avevate edificato,+ e prendeste a dimorarvi. Voi mangiate delle vigne e degli oliveti che non avete piantato’.+
14 “E ora temete Geova+ e servitelo senza difetto e in verità,+ ed eliminate gli dèi che i vostri antenati servirono dall’altra parte del Fiume e in Egitto,+ e servite Geova. 15 Ora se è male agli occhi vostri servire Geova, sceglietevi oggi chi volete servire,+ se gli dèi che servirono i vostri antenati che erano dall’altra parte del Fiume*+ o gli dèi degli amorrei nel cui paese dimorate.+ Ma in quanto a me e alla mia casa, serviremo Geova”.+
16 A ciò il popolo rispose e disse: “È impensabile, da parte nostra, lasciare Geova per servire altri dèi. 17 Poiché Geova nostro Dio fece salire noi e i nostri padri dal paese d’Egitto,+ dalla casa degli schiavi,+ e compì questi grandi segni davanti ai nostri occhi+ e continuò a custodirci per tutta la via per la quale camminammo e fra tutti i popoli in mezzo ai quali passammo.+ 18 E Geova cacciava d’innanzi a noi tutti i popoli,+ anche gli amorrei, che dimoravano nel paese. In quanto a noi, anche noi serviremo Geova, perché egli è il nostro Dio”.+
19 Giosuè disse quindi al popolo: “Voi non potete servire Geova, perché egli è un Dio santo;*+ è un Dio* che esige esclusiva devozione.+ Egli non perdonerà le vostre rivolte e i vostri peccati.+ 20 Nel caso che abbandoniate Geova+ e davvero serviate dèi stranieri,*+ anch’egli certamente si volgerà e vi farà danno e vi sterminerà dopo avervi fatto del bene”.+
21 A sua volta il popolo disse a Giosuè: “No, ma serviremo Geova!”+ 22 A ciò Giosuè disse al popolo: “Voi siete testimoni contro voi stessi+ che di vostro proprio consenso avete scelto Geova, per servirlo”.+ A ciò dissero: “Siamo testimoni”.
23 “E ora eliminate gli dèi stranieri che sono in mezzo a voi,+ e inclinate il vostro cuore a Geova l’Iddio d’Israele”. 24 A sua volta il popolo disse a Giosuè: “Serviremo Geova nostro Dio e ascolteremo la sua voce!”+
25 E quel giorno Giosuè concludeva col popolo un patto e costituiva per loro a Sichem* un regolamento e una decisione giudiziaria.+ 26 Giosuè scrisse quindi queste parole nel libro della legge+ di Dio e prese una grossa pietra+ e la eresse lì sotto l’albero massiccio+ che è accanto al santuario di Geova.
27 E Giosuè diceva a tutto il popolo: “Ecco, questa pietra è ciò che servirà da testimone contro di noi,+ poiché essa stessa ha udito tutti i detti di Geova che egli ci ha pronunciato, e deve servire da testimone contro di voi affinché non rinneghiate il vostro Dio”. 28 Allora Giosuè mandò via il popolo, ciascuno alla sua eredità.+


29 E avvenne che dopo queste cose Giosuè figlio di Nun, servitore di Geova, infine morì all’età di centodieci anni.+

mercoledì 2 agosto 2017


A me i singoli non interessano mai. Mi interessano gli uomini di Stato che in democrazia scegliamo noi. Odio lo Stato confessionbale. Amo lo Stato laico, la libertà laica, la democrazia laica. Napolitano - tolto qualche peccatuccio di nepostismo - integerrimo; Monti ha salvato l'Italia da un crack  perniciosissimo, (se ricco affar suo, non ha mai rubato nulla); Fornero - accademica di vaglio - ha iniziato una improcrastinabile riforma pensionistica che uno Stato moderno non democristianamente assistenziale deve completare; Berlusconi, gran chiavatore per i fatti suoi ma manager di grande ingegno e di assoluta abilità imprenditoriale e D'Alema mirabile conoscitore di cose economiche e sagace uomo di Stato ecco un pentagono cui debbo eterna gratitudine; hanno compiuto un piccolo miracolo; hanno seppellito lo stato confessionale DC e ci hanno regalato una moderna democrazia laica. I moralismi li lascio a chi ci si sollazza. Calogero Taverna

A R B associazione per il rilancio di BACCARECCE

03/09/2015 10:07


Lillo Taverna

A R B
Oggi addì  18 agosto 2015 alle ore 11 nei locali  della villa rustica che fu del sig. Costantino Benedetto i signori meglio precisati negli acclusi allegati
prendono in esame la proposta a suo tempo redatta dal dottore Calogero Taverna che era così concepita:
  Proposta per un progetto di fattibilità di una forma associativa  di volontariato cittadino volto al recupero dei valori civili religiosi storici archeologici  e culturali della comunità di Baccarecce Pescorocchiano
Dopo ampia e approfondita discussione si addiviene alla seguente decisione:
si costituisce l’associazione ARB /Associazione per il Risorgimento di BACCARECCE -  si nomina come presidente Calogero Taverna- economo Antonino di Livio e fungerà d segretario il dottore Calogero TAVERNA
si dà loro  incarico  di adoperarsi presso l’amministrazione comunale per il riconoscimento AI SENSI E PER GLI EFFETTI DELLO STATUTO COMUNALE DI Pescorocchiano. VOLTO AD INCLUDERE LA PREDETTA ASSOCIAZIONE QUALE ENTE culturale e sociale  di interesse pubblico e di rilevanza locale;
Si vuole il "RISORGIMENTO" di Baccarecce, borgo vetusto con un castello strategico  che acutamente Lugini fa risalire all'anno Mille.

Si pensi che Baccarecce in una recente  pubblicazione a carico del Comune di Pescorocchiano non viene manco citato o forse lambito di striscio dal Maceroni non bevevolo verso i sacerdoti Benedetti di Baccarecce nell'Ottocento.


L'ARB  pretenderà che si dia a Baccarecce quel che è di Baccarecce: due rotabili che portano una  al castrum dell'anno Mille di Macchiatimone, in  atto irraggiungibile per cui la settimana scorsa hanno dovuto rinunciare a fotografarlo nell'ambito di studi importanti e pregiudiziali al debito recupero: e l'altra che partendo dai periferici villini porti giù lambendo l'Amico sino al fosso acquitrinoso ove mio suocero un tempo cercò  di lanciare una figlina come dire una fornace per mattoni e tegole.

A MACCHIATIMONE si vorrà una bella municipalizzata che metta sù un posto di ristoro e ricostruisca l'approdo dopo il fiume Salto in piena di quella che fu davvero la strada parafrancigena che partendo dall'Umbria francescana raggiungeva il castello di Petrella (anno mille anche esso) e quindi Poggiopoponesco (sì, quel castello ai cui piedi si distendeva il villaggio medievale che ci si ostina a coprire con plastico preservativo nonostante sotto vi siano i resti cospicui di un villaggio medievale tutto da studiare, preservare e valorizzare anche al fine di ravvivare le smunte vocazioni turistiche, Da Poggiopoponesco una biforcazione; una via civica che passando per Rascino raggiungeva la capitale dell'Aquila dello Stupor Mundi e scendendo a valle i pii pellegrini potevano traghettare l'arduo fiume Salto qui alle sue foci e ristorandosi a Macchiatimone proseguire per Roma alla ricerca dell'assoluzione papale (a pagamento) di tutti i loro peccati mortali o ancor più gravi.
Inoltre ci si estenderà in iniziative
per l'elaborazione proposte e suggerimenti per la valorizzazione dell’archeologia, della peculiarità storica, nonché  per la riappropriazione delle strutture a rilevanza culturale storica e archeologica del territorio;
e in particolare, per la effettuazione di incontri volti a  studi specifici e specialistici nell'ambito della prevenzione sanitaria, degli approfondimenti culturali e della elaborazione di progetti lavorativi turistici e ricreativi;
in questi ultimi settori si tenderà a  progetti per finanziamenti comunitari o di ogni altra provenienza pubblica;
saliente la concertazione protesa alla  realizzazione di  un Antiquarium incentrato sulla civiltà romana, sul periodo di mezzo, e sulle specificità storiche dell’era moderna con particolare riguardo alle riforme dei Napoleonidi quali emergono dai peculiari catasti onciari e dalle vertenze giuspubblicistiche;
obiettivo precipuo sarà quindi quello del recupero della memoria archeologica delle locali e maestose mura pelasgiche di Pescorocchiano per meglio evidenziare l'importanza del castello dell'anno Mille di Macchiatimone;
si avrà cura di prendere contatti con le locali compagnie filodrammatiche  per la messa in scena di commedie dell’antica Roma (Plauto, Terenzio)  e delle tragedie di Seneca, patrimoni culturali che si agganciano alla prisca civiltà romana di Cicoli, sulla scia di testi eccelsi come quelli di Virgilio, di Tito Livio, di Dionisio di Alicarnasso, di Diodoro Siculo ed altri;
specificatamente si dovranno porre in atto iniziative volti a scavi stratigrafici nell’ottica della nuova scienza dell’archeologia medievale di cui alle specializzazioni universitarie di talune città toscane, centri universitari questi d’avanguardia e fortemente innovativi;
e al contempo tendere a salvaguardare e recuperare edifici moderni in deprecabile stato d’abbandono per concertare con Asl, Centri ospedalieri d’avanguardia del tipo del S. Raffaele di Roma e il già sorto CENTRO DI ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA GRATUITA di Santa Lucia di Fiamignano da inquadrare nell'ambito dei  progetti finanziabili dalla Comunità Europea;
si dovrà cioè puntare a far sorgere nel negletto Cicolano centri diagnostici e soprattutto sperimentali nella cura di malattie oncologiche e cardiache, con attrezzature di moderna concezione per la sperimentazione anche a salvaguardia di una popolazione stanziale in atto mal servita e in disagevoli condizioni territoriali.
Nostri soci promotori,  particolarmente competenti nel  suggerire assestamenti di bilancio. sono già pronti ad offrire gratuita collaborazione per consentire al Comune di usufruire dei fondi della Cassa DD. e PP. previe operazioni ponte della banca tesoreria, nell’ambito degli  accordi Monti con la BCE.
Quanto sopra è ovviamente a titolo provvisorio. Ogni ulteriore iniziativa e proposta non è preclusa, anzi se ne chiede sin da ora ogni apporto collaborativo, da qualsiasi parte provenga.