martedì 6 dicembre 2016

C'è di tutto, di più. Berluscpni vorrebbe persino Padona prsidente del consiglio che approva la legge di bilancio. Incredibile! Io sommessamente ci sveso dolo materia per impichment.
Mattarella: approvare la manovra, le dimissioni di Renzi subito dopo
–di Vittorio Nuti e Andrea Gagliardi |
5 dicembre 2016 |
(Ansa)
(Ansa)
«Il Presidente della Repubblica, considerata la necessità di completare l'iter parlamentare di approvazione della legge di bilancio onde scongiurare i rischi di esercizio provvisorio, ha chiesto al Presidente del Consiglio di soprassedere alle dimissioni per presentarle al compimento di tale adempimento». Lo si legge in una nota del Quirinale al termine dell'incontro al Quirinale tra Mattarella e Renzi, nel corso del quale il presidente del Consiglio ha ribadito l’intento di rassegnare le dimissioni dopo l’esito del referendum costituzionale di domenica.
Renzi in Cdm conferma addio, ma dimissioni dopo ok alla manovra
Renzi ha confermato in consiglio dei ministri, secondo quanto riferiscono più fonti, l’intenzione politica di dimettersi. Ma la formalizzazione delle dimissioni avverrà, spiegano le stesse fonti, solo dopo l’approvazione della manovra che nelle intenzioni del governo dovrebbe avvenire nei tempi più brevi possibili, già in settimana. Il Presidente del Consiglio ha ringraziato i titolari dei
dicasteri per la collaborazione e lo spirito di squadra dimostrati in questi anni di Governo. Infine, ha lasciato Palazzo Chigi per recarsi dal Capo dello Stato.
gli scenari possibili |
05 dicembre 2016 |
Manovra e legge elettorale i primi nodi del dopo Renzi
Via libera lampo legge bilanciocon fiducia tecnica
L’ipotesi legata alle dimissioni di Renzi, alle quali si è lavorato in queste ore tra il Quirinale, palazzo Chigi e palazzo Madama, è quella di una approvazione 'lampo' della legge di Bilancio in Senato entro la settimana, in un paio di giorni di votazioni, senza ulteriori modifiche. Il percorso, spiegano fonti del governo e del Pd, potrebbe prevedere una fiducia “tecnica”. Dunque non una fiducia sull’esecutivo, già dimissionario, ma per fare decadere gli emendamenti. Questo permetterebbe di approvare la legge entro sabato e poi di aprire formalmente la crisi di governo. Già mercoledì potrebbe arrivare la fiducia “tecnica” (avversata da Forza Italia) sulla manovra. Poi le dimissioni, probabilmente venerdì.
Berlusconi: Pd dia vita a nuovo governo, fiducia in Mattarella
A sorpresa, da Berlusconi è arrivato il via libera a un governo tecnico guidato dal Pd. «Spetta al Partito Democratico dare vita ad un nuovo governo con il compito di mettere in sicurezza i conti pubblici con l’approvazione della legge di bilancio e soprattutto di consentire al Parlamento l'approvazione di una
nuova legge elettorale basata su criteri che garantiscano la effettiva corrispondenza tra la maggioranza parlamentare e la maggioranza espressa dagli elettori» ha detto il Cavaliere, che ha aggiunto: «Abbiamo fiducia nel ruolo di garante del Capo dello Stato che vigilerà certamente su questa fase delicata con equilibrio e imparzialità. Siamo certi che il Presidente della Repubblica saprà individuare la soluzione più corretta commentando l'esito del referendum».
il m5s |
5 dicembre 2016 |
Blog Grillo rilancia: Italicum anche al Senato, corretto
Mattarella: ora istituzioni rispettino impegni
La linea del Quirinale, tornato centrale in questa fase di forte incertezza politica, è riassunta in una dichiarazione dello stesso Mattarella diffusa a fine mattina dal Quirinale dopo l'incontro informale avuto questa mattina con il presidente del Consiglio all'indomani del risultato referendario. «L'alta affluenza al voto, registratasi nel referendum di ieri - si legge nella nota - è la testimonianza di una democrazia solida, di un Paese appassionato, capace di partecipazione attiva. L'Italia è un grande Paese con tante energie positive al suo interno. Anche per questo occorre che il clima politico, pur nella necessaria dialettica, sia improntato a serenità e rispetto reciproco. Vi sono di fronte a noi impegni e scadenze di cui le istituzioni dovranno assicurare in ogni caso il rispetto, garantendo risposte all'altezza dei problemi del momento».
Referendum costituzionale, i risultati regione per regione
POLITICA 2.0 |
18 novembre 2016 |
Le carte di Renzi sul «dopo» referendum e due ragioni che escludono il governo tecnico
Consultazioni in vista
A stretto giro si dovrebbe aprire la fase delle consultazioni: Mattarella dovrebbe iniziere una serie di incontri al Quirinale con i vertici delle forze politiche rappresentate in Parlamento per valutare se esista o meno una maggioranza di parlamentari in grado di appoggiare un nuovo governo. Al centro degli incontri con le delegazioni dei leader di partito e dei capigruppo parlamentari soprattutto il nome del possibile premier sul quale far convergere una maggioranza parlamentare e il programma minimo di un governo post-Renzi.
Ipotesi governo Padoan
Gli occhi del Pd sono sull’attuale ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan per la formazione di un governo che traghetti il Paese fino a nuove elezioni politiche. Già, perché anche dal Colle è trapelato nei giorni scorsi che, almeno in una prima fase successiva alle dimissioni di Renzi da Palazzo Chigi, il pallino resta comunque nella mani del leader del Pd, un partito forte di oltre 400 parlamentari. Niente governi tecnici o del presidente, insomma, come ha avuto modo di chiarire più volte lo stesso Renzi in campagna elettorale. Ed è nell’interesse dello stesso Renzi (che dovrebbe restare alla guida del Pd fino al congresso) trovare una soluzione politica puntando su una figura rassicurante per l’Europa e per i mercati e a lui vicina: è appunto l’identikit di Padoan, identikit che si rafforza nello scenario indirettamente descritto ieri da Renzi di rapido cambio di governo con la legge di bilancio ancora da approvare in Senato (l’alternativa è l'approvazione con fiducia in modo da aprire subito dopo la crisi di governo). Più improbabile che si arrivi ad un governo “politico” guidato da un esponente non renziano del Pd (con Dario Franceschini in pole position).
Richetti: Pd chiederà a Mattarella voto quanto prima
«Il Pd può aver paura di molte cose ma non delle elezioni. Andremo dal presidente Mattarella a dare il nostro sostegno ad ogni soluzione che sceglierà ma tenendo ben presente che bisogna andare a elezioni il prima possibile. È
evidente che non si può fare un quarto governo non eletto: ridiamo la parola agli elettori ma con una legge elettorale che dia la possibilità a chi vince, chiunque sia, di avere la necessaria solidità delle istituzioni». Così Matteo Richetti
(PD), ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su
le reazioni |
5 dicembre 2016 |
Referendum, Salvini: non sosterrò alcun governo, si voti. Grillo: discutiamo programma on line
Le posizioni dei partiti sul dopo voto
Anche le principali forze di opposizione al governo Renzi, dopo l’annuncio delle dimissioni, invocano compatte le urne. M5S, Lega e FdI chiedono che si svolgano in tempi rapidi le elezioni politiche. Cauta la posizione di Forza Italia, che non esclude neanche l'ipotesi di un nuovo governo. Non vedono le elezioni vicine nemmeno gli esponenti della minoranza interna al Pd, e gli esponenti di centrosinistra schierati per il No, tra cui Massimo D’Alema: per loro non erano necessarie le dimissioni di Renzi e comunque serve un nuovo governo per fare una nuova legge elettorale.
02 dicembre 2016 |
Referendum, Cuperlo: dopo voto Pd non si divida
Direzione Pd slitta a mercoledì
Molto dipenderà dall’orientamento che maturerà nelle prossime ore nelle segreterie dei partiti e in Parlamento. Dove il Pd, il cui segretario è ancora Matteo Renzi, ha oggi la maggioranza: assoluta (alla Camera) e relativa (al Senato, insieme agli alfaniani di Area popolare). Il partito del premier aveva indetto per domani una riunione della Direzione nazionale da cui si dovrebbe capire la linea politica dei dem dopo l’esito del referendum. Ma è slittata a mercoledì alle 15.
Io penso invece che Bersani ha un solo obbligo: eseguire il mandato parlamentare del regolarissimo PORCELLUM (stoltamente fatto inficiare da Napolitano con anticostituzionali ordini alla sua subalterna consulta). Hic et nunc: vada a fare il PRESIDENTE DEL CONSIGLIO sino al termie di questa legislatura. Impugni la sentenza della CONSULTA avverso il PORCELLUM. Con quale strumento legale? Lo si inventi. In Italia siamo tanto immaginifici. E Mattarella? Non si impicci pena l'impeachment! Calogero Taverna
Francamente se fossi M5S o Salvini o Meloni o DEM metterei sotto impeachment il figlio di don Bernardo Mattarella trapanese. Se sono vere le cifrre di Travaglio queste vanno in quel bilancio che in tre giorni mi pare un ricattato parlamento dovrebbe approvare. Che senso DEMOCRATICO ha volere imporre a quest PARLAMENTO al 60% avverso a quel 40% di Renzi e Boschi (implicati nell'Etruria ben pltre la santa assoluzione di un GUP aretino) di mettere una pietra tombale ad un bilanc...io cariato da devianze governative precorse? Non sono certo il ragioniere Generale dello Stato per parlare funditus, ma via! di bialnci in fin ei conti me ne intendo. Del resto prevedo ostracismi parlamentari che peraltro reputo ineludibili. E allora che facciamo? un CONGELAMENTO lungo due anni?. E questa è democrazia? e tanto sotto il nulla obstat quominus imprimatur di don Sergio Trapanese figlio di don Bernardo Mattarella più che trapanese?
Gentilissima signora prof. M. P. CALAPA', mia buona amica colta estrosa e dalla incomparabile competenza.
Ebbi una volta a provocarla e lei si sta producendo in un suo blog sui fiori spontanei con ardore sapere e grande abilità immaginifica ed estro scientifico.
Grazie.

...
Ma ora ecco la mia seconda analoga provocazione: un suo bel blog sulla fauna dai dialettali nomi di Racalmuto, di questo epicentro del preistorico mondo SICANO.
Le rimetto qui quel che intanto ha mirabilmente e arcignamente divulgato il solito linneo racalmutese, il dr. Giovanni SALVO nel suo trattato su " patrimonio storico, gli ambienti, la flora e la FAUNA" di RACALMUTO:
Non si sottragga al fascino di questa sua nuova avventura faunistica gentile Profesoressa M.P. Calapà.
Con stima ed affetto
suo dev.mo Dottore Calogerus de Taberna gente, racalmutensis.
Altro...





Ma questa è tutta mia. pag, 80 del mio celeberrimo rapporto Sindona. Chi era Scarpitti? ma un amministratore della santa Democrazia Cristiana dell'epoca. Certo ora scriverei in modo diverso. Stile burocratico qui di cui mi pento. Ma per la pagnotta questo ed altro.







Ma questa è tutta mia. pag, 80 del mio celeberrimo rapporto Sindona. Chi era Scarpitti? ma un amministratore della santa Democrazia Cristiana dell'epoca. Certo ora scriverei in modo diverso. Stile burocratico qui di cui mi pento. Ma per la pagnotta questo ed altro.

lunedì 5 dicembre 2016

Luigi Vitali
8 h ·
.....
Speranza ...lavorero' per cambiare il PD..proprio non gli entra in testa che lui e la minoranza dem non contano nulla...come quei fenomeni di SEL...e cosa vuoi cambiare Speranza..tu e quei quattro ricconi radical chic avete consegnato il paese ai grillini...sapete solo distruggere ...odio Renzi ma spero che rimanga per umiliarvi ancora...come meritate ...la vera sinistra verra' dopo che sarete spariti dallo scenario politico nazionale...

Lillo Taverna Mi pare che vi sia molta ira e poca razionalità. Sfogo personale? legittimo, ma ininfluente forse persino indisponente. Io invece mi auguro che DEM sia efficace. Del resto ha l'occasione d'oro per rottamare i rottamatori e restituirci l'antico spazio politico.
Quelli che dicono che hanno vinto perché sono riusciti a difendere la Costitzione del '48 mi fanno tenerezza. Li vorrei interrogare in diritto costtuzionale. Mi sa che li boccerei tutti. Cosrituzione contadina nata sotto l'asfissiante influenza degli Americani che poi solo ufficialmnete dissero che lasciavano l'Italia a fine 1945. Ma quali nefandezze vi furono sotto l'AMGOT e AMG e sopattutto sotto l'intesa crminale servizi segreti americani&risorta mafia siciliana? Cosa fu il 1947 anno di gestazione di questa ciarlatana costituzione. Faccio ricerce storiche e non mi lascio abbindolare da un Benifgni prima maniera. Cito Portella della Ginestra, Scomunica PXII, pacchi dono americani, risultati elettorali siciliani dell'aprile 1947. perigrinationes Mariae. esagerazioni retorichue di Li Causi del Luglio 1947, suo silurmento da parte di Togliatti. Etc. Etc. Chi ha redatto la parte economica che poi è quella che più conta? massoneria lo sparagnono Einaui e certi miei cari compagni che poi erano più desra che destra non si può.
Cultura signori, cultura!
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Allied Military Government of Occupied Territories
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Biglietto da 100 franchi emesso dagli americani riprendendo l'aspetto del dollaro statunitense. Fu emesso nel giugno 1944, dopo l'Operazione Overlord.
L'Allied Military Government of Occupied Territories (AMGOT, in seguito solo AMG[1], in italiano Amministrazione militare alleata dei territori occupati)[2], è stato un organo militare deputato all'amministrazione dei territori occupati dagli Alleati durante la seconda guerra mondiale.
Indice [nascondi]
1 Storia
2 Nei territori occupati 2.1 Austria e Germania
2.2 Italia
2.3 Francia
3 Caratteristiche
4 Nella letteratura
5 Note
6 Bibliografia
7 Voci correlate
8 Collegamenti esterni
Storia[modifica | modifica wikitesto]
In considerazione del fatto che non esistevano dei governi legittimi nei paesi precedentemente occupati dall'Asse, e che bisognava in qualche maniera amministrare questi territori, gli Alleati crearono a questo scopo l'Allied Military Government of Occupied Territories (AMGOT), una divisione degli Stati Maggiori alleati.[3] In alcuni casi gli ufficiali militari statunitensi ricevettero una formazione riguardo all'amministrazione civile presso le università della Virginia e di Yale.
Una volta che le forze alleate avevano occupato un territorio liberato, questi ufficiali avevano il compito di assicurare il funzionamento di tutti gli aspetti dell'amministrazione pubblica, dai trasporti alla giustizia alla circolazione della moneta (a questo scopo fu emesso del denaro destinato alla circolazione solo nei paesi occupati, come le Am-lire italiane)[3]. L'Amgot fu istituito ad Algeri nel marzo 1943 e ufficializzato nel maggio, alle dirette dipendenze del Comando alleato del Mediterraneo.[4].
Con l'occupazione della Sicilia nel luglio 1943, l'Italia fu il primo paese a sperimentare il governo dell'AMGOT; in seguito l'amministrazione fu estesa ad altri paesi europei, quali Germania, Austria, Giappone, Norvegia, Paesi Bassi, Lussemburgo, Belgio, Danimarca e Francia. Negli ultimi due paesi tuttavia apparvero ben presto delle difficoltà, a tal punto che in Francia l'AMGOT non ebbe il tempo di entrare in funzione.[3]
Nei territori occupati[modifica | modifica wikitesto]
Austria e Germania[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Occupazione alleata dell'Austria e Zone di occupazione della Germania.
L'amministrazione dell'Austria fu affidata a un AMGOT. La Germania dopo la sconfitta fu divisa tra le potenze vincitrici, in 4 zone di occupazione: Unione sovietica, Stati Uniti, Regno Unito e Francia.
Italia[modifica | modifica wikitesto]
Rennell Rodd, capo del governo militare alleato in Sicilia dal luglio 1943
L'AMGOT dipendeva in Italia dal quartier generale alleato del Mediterraneo, al cui comando vi era il generale britannico Harold Alexander, che nella sua veste di comandante supremo dell'armata era anche governatore militare delle zone occupate. L'AMGOT lascia in funzione l'apparato amministrativo italiano, tuttavia sotto il controllo dell'amministrazione militare alleata. LA gestione avveniva attraverso un Quartier generale (Headquarters), i locali ufficiali degli affari civili (Civil Affairs Officiers) in collaborazione con la polizia civile (Civil Police Officiers) e quella militare (Military Police), e le unità combattenti del luogo. La scelta dei prefetti era affidata alla decisione del governo alleato. Il gen. Eisenhower si insediò quale formale governatore militare della Sicilia e annunciò la sospensione dei poteri del Regno sull'isola[5]. La Sicilia fu quindi il primo territorio amministrato dall'AMGOT, dalla resa di Palermo il 22 luglio 1943;[6]. Al vertice dell'AMGOT dal marzo 1943 vi era il maggior generale inglese Francis Rennell Rodd[7], da cui dipendevano il commodoro Howard Hartwell James Benson e il colonnello americano Charles Poletti, che guidava "l'Ufficio Affari Civili" dell'AMGOT in seguito sostituito dal colonnello Chapman.[8]
Il resto dell'Italia seguì di pari passo all'avanzata delle forze alleate.
Alla firma dell'armistizio lungo (29 settembre 1943) l'AMGOT si occupava dell'amministrazione di tutto il territorio italiano in mano alleata, eccetto la Sardegna[9] e le province di Lecce, Brindisi, Bari e Taranto, dove il 9 settembre si era rifugiato il re, e assegnate dagli Alleati il 19 settembre 1943 al cosiddetto Regno del Sud,[10]
Dal febbraio 1944, con la restituzione dei territori al governo Badoglio, sottoposto comunque alla supervisione della Commissione alleata di controllo (ACC), avvenuta l'11 febbraio del 1944,[11] la sua competenza si restrinse a Napoli, alle zone nelle vicinanze del fronte ed a quelle di particolare interesse militare.[11] Con l'avanzare delle truppe alleate, in numerose città dell'Italia liberata (soprattutto nel centro-nord) l'AMG dovette rapportarsi con la sempre più strutturata presenza politica e amministrativa dei rappresentanti locali del CLN.
Uno degli aspetti più negativi dell'amministrazione alleata in Italia fu l'emissione massiccia delle cosiddette Am-lire che causarono una perdita di valore della lira a vantaggio di dollaro e sterlina.[12]
L'AMGOT, che ormai si chiamava AMG, essendosi fuso il 10 gennaio 1944 con l'ACC, poi AC, continuò a operare in Italia fino al 31 dicembre 1945.[11] Un caso a sé fu quello della Zona A del futuro Territorio Libero di Trieste, così denominato a partire dal 1947, qui, dopo che il 9 giugno 1945 le forze anglo-americane subentrarono agli jugoslavi, fu stabilito il 12 giugno un governo AMG che durò fino al passaggio della Zona all'Italia il 26 ottobre 1954.[13]
Francia[modifica | modifica wikitesto]
Era previsto che l'AMGOT avrebbe governato la Francia dopo la sua liberazione per un anno[14] con un effettivo di 1.500 uomini,[15] ma il generale Charles de Gaulle, che aveva creato a Londra il Comité français de la Libération nationale (CFLN) e poi in Francia il Gouvernement provisoire de la République française (GPRF), si oppose vigorosamente al piano degli Alleati.
Dichiarò inoltre che le banconote, chiamate comunemente billet drapeau (banconote bandiera), messe in circolazione nella Francia settentrionale dall'esercito statunitense subito dopo lo sbarco in Normandia, non erano nient'altro che moneta falsa, essendo solo delle banconote verdi con l'etichetta dei franchi francesi. Franklin Delano Roosevelt finì con l'ammettere la legittimità del GPRF il 23 ottobre 1944,[15] dopo il discorso di de Gaulle dal balcone del municipio parigino il 25 agosto, e quindi l'AMGOT non operò mai sul territorio francese.
Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]
Questo organo rimaneva in carica, in maniera da assicurare il funzionamento dell'amministrazione pubblica, fino al momento in cui nel paese occupato si ristabiliva un governo legittimo eletto dal popolo.
Le sue competenze vertevano su: «garantire la sicurezza delle retrovie; evitare che le truppe combattenti fossero coinvolte in problemi amministrativi e di polizia; assicurare legge e ordine tra la popolazione civile; ristabilire tra la popolazione condizioni di vita accettabili. Il controllo delle funzioni amministrative era affidato (secondo lo schema originario) a sei divisioni speciali (legal, financial, civilian supply, public health, public safety ed enemy property). A esse se ne sarebbero in seguito aggiunte altre quattro: security, monuments, fine arts and archives, public relations and education. La civil supply venne a sua volta articolata in quattro subdivisioni: agriculture, economic and supply, trasportation and public utilities. A queste se ne aggiunse una quinta: labor, tutt'altro che marginale».[16]
Questo tipo di amministrazione militare fu imposta con successo in alcuni paesi, mentre in altri venne ritenuta illegittima, e rapidamente rimpiazzata da un governo nazionale provvisorio di transizione.
Nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]
Una campana per Adano è un romanzo del 1944 di John Hersey, che è incentrato sull'amministrazione da parte dell'AMGOT della cittadina italiana (di fantasia) di Adano. Il personaggio principale del romanzo è realmente esistito[17], così come la gran parte delle situazioni raccontate da Hersey sono realmente accadute nella cittadina siciliana di Licata, dove il giornalista americano sbarcò al seguito delle truppe americane e alle cui vicissitudini si ispirò per scrivere il suo romanzo.[18]
Note[modifica | modifica wikitesto]
1.^ L'acronimo fu mutato quando fu evidenziato che esisteva un termine simile in lingua turca (am göt) con riferimenti osceni relativi all'area genitale (Cfr. Anna Marjorie Taylor, The Language of World War II: Abbreviations, Captions, Slogans, Titles and Other Terms and Phrases, Wilson, 1948, p.19).
2.^ World War II: An Encyclopedia of Quotations, pag. 375
3.^ a b c (FR) Le banconote emesse dell'AMGOT, web.archive.org. URL consultato il 17-11-2008.
4.^ [1]
5.^ http://guidagenerale.maas.ccr.it/GuidaGenerale.aspx?dns=hap:localhost/repertori/CAI5000#a11
6.^ Friendly Isle Time, July 26, 1943
7.^ [2]
8.^ Il biennio cruciale…, pag. 56
9.^ L'Allied Control Commission nella Region VI – Sardinia
10.^ La Resistenza, pag. 33
11.^ a b c Storia dell'Italia moderna, pag. 232
12.^ Il partito d'azione nel “Regno del Sud”, pag. 182
13.^ Trieste: storia di una periferia insicura, pag 58, 59 e 78
14.^ Comprendre la Seconde Guerre mondiale, pag. 68
15.^ a b Atlas de la Libération de la France, pag. 64
16.^ citazione da Il biennio cruciale…, pag. 56
17.^ Il maggiore Toscani eroe dei due mondi in guerra, articolo di Ennio Caretto su Il Corriere della sera, 1º febbraio 2001, pag. 35
18.^ Gli americani a Licata. Dall'amministrazione militare alla ricostruzione democratica, pp. 47-50
Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]
Giorgio Candeloro, Storia dell'Italia moderna, p. 391, Feltrinelli Editore, 1990, ISBN 88-07-80805-6
Giovanni Di Capua, Il biennio cruciale (luglio 1943-giugno 1945). L'Italia di Charles Poletti, p. 458, Rubbettino Editore, 2005, ISBN 88-498-1202-7
Claudio Li Gotti, Gli americani a Licata. Dall'amministrazione militare alla ricostruzione democratica, pp. 47–50, Prospettiva editrice, 2008, ISBN 978-88-7418-377-7
Salvatore Lupo, Andreotti, la mafia, la storia d'Italia, p. 89, Donzelli Editore, 1996, ISBN 88-7989-255-X
Enrico Deaglio, Raccolto rosso: la mafia, l'Italia e poi venne giù tutto, p. 235, Feltrinelli Editore, 1993, ISBN 88-07-12010-0
(EN) Howard Langer, World War II: An Encyclopedia of Quotations, p. 449, Greenwood Publishing Group, 1999, ISBN 0-313-30018-6
(FR) François Cochet, Comprendre la Seconde Guerre mondiale: dates, thèmes, noms, Studyrama, 2005, ISBN 2-84472-598-8
(FR) Stéphane Simonnet, Atlas de la Libération de la France, éd. Autrement, Paris, 1994, réimp. 2004, ISBN 2-7467-0495-1
Antonio Alosco, Il partito d'azione nel “Regno del Sud”, p. 255, Guida Editori, 2002, ISBN 88-7188-533-3
Giampaolo Valdevit, Trieste: storia di una periferia insicura, p. 177, Bruno Mondadadori, 2004, ISBN 88-424-9182-9
Resoconto delle attività svolte dal Governo militare alleato e dalla Commissione alleata di controllo in Italia, presentazione di Lamberto Mercuri, Quaderni della FIAP, FIAP, Roma, 1975
Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]
Alleati della seconda guerra mondiale
Alto Commissariato per la Sicilia
Commissione alleata di controllo
Campagna d'Italia (1943-1945)
Occupazione alleata dell'Austria
Sbarco in Sicilia
Psychological Warfare Branch
Seconda guerra mondiale
Territorio Libero di Trieste
Zone di occupazione della Germania
Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]
Il Governo Militare Alleato in Sicilia – L’AMGOT, romacivica.net.
L’Allied Control Commission nella Region VI – Sardinia, lamemoriaritrovata.it.
Francobolli del AMGOT, postaesocieta.it.
L'arrivo dell'Amgot significò nuova linfa vitale per la mafia su www.cuntrastamu.org, cuntrastamu.org.
(EN) United States Army In World War II - Special Studies - Civil Affairs : Soldiers Become Governors, history.army.mil.
(EN) Infoplease-Military Government, infoplease.com.