martedì 28 marzo 2017

Singolare questo articolo del Corrierone. Chi l'ha pagato? Come fa a separe certi risultati del bilancio ancora non mandato a noi modesti pensionati soci a tutti gli effeti di questa CSRfpbi? Giove rende folli quelli che vuol perdere. Io aspetto i dati ufficiali di codesto mirabolante bilancio per fustigare impietosamente da vecchio tremendo ispettore della Vigilanza sulle Azinde di Credito che legnate a quelli di Milano ne ha date e ne ha date tante, a cominciare dal signor... Sindona.
Calogero Taverna
Risse e record, l’assemblea
della banca di Bankitalia
All’assemblea di aprile si contrappongono due liste sindacali per il rinnovo del cda
di Mario Gerevini
Si ritroveranno a migliaia il 27 aprile i soci della banca più solida ed esclusiva del Paese, una popolare con voto capitario, praticamente sconosciuta eppure tra le 7-8 più rilevanti per attivo (4,4 miliardi). È una sorta di club per soli dipendenti (6.885) e pensionati della Banca d’Italia. Il bilancio 2016 della «Cassa di Sovvenzioni e Risparmio fra il personale della Banca d’Italia» (Csr) si è chiuso con un utile di 19,7 milioni, in calo rispetto ai 28 dello scorso anno quando già l’elevato costo della raccolta aveva eroso i margini. Ma il prezzo dell’azione, fissato a tavolino come in tutte le popolari non quotate, crescerà da 36,57 a 37,23 euro. All’assemblea di aprile due liste sindacali si contrappongono per il rinnovo del cda da cui esce l’attuale presidente, Giovanni Castaldi (foto), ex capo dell’Uif, il dirigente della Vigilanza che insieme al collega Claudio Clemente tentò di bloccare Gianpiero Fiorani, protetto dall’allora governatore Antonio Fazio. La Csr (3,1 miliardi di raccolta 2015, 931 milioni di impieghi) è un esempio di solidità ma non un’oasi di pace. Ha quasi 600 milioni di patrimonio netto (2015) e un minuscolo 0,1% di crediti deteriorati sugli impieghi. Del resto presta denaro solo ai soci-clienti targati Via Nazionale. I parametri patrimoniali sono lunari: 49% il Cet1 2015 ma in netto calo. Questa banca dentro Bankitalia (sportelli nelle 39 filiali e 52 dipendenti distaccati e pagati da Palazzo Koch) è reduce da anni di contrasti e veleni. Per esempio le cause civili di ex consiglieri e dell’ex presidente Punzo sulle nomine del cda; o i sospetti su vendite speculative di azioni operate da un consigliere. Erano più di 8mila un anno fa in assemblea e 713 avevano votato contro il bilancio. La prossima assemblea dirà se, finalmente, Csr avrà ottemperato agli adeguamenti chiesti da Bankitalia al termine di un’ispezione nel lontano 2012. L’«inadeguatezza dei presidi di controllo» (così scrivevano i sindaci nel 2016) è piuttosto anomala in un contesto dove il personale è esclusivamente targato Bankitalia. Gli stipendi del cda sono bassi, 150mila euro tutto compreso. Viaggi e trasferte hanno un rigido tariffario: aerei in classe economica, treni prima classe, massimo 50 euro a pasto e 260 per l’hotel.
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  • economia


  • Milano, 24 marzo 2017 - 08:24

    Risse e record, l’assemblea
    della banca di Bankitalia

    All’assemblea di aprile si contrappongono due liste sindacali per il rinnovo del cda

    shadow
    Si ritroveranno a migliaia il 27 aprile i soci della banca più solida ed esclusiva del Paese, una popolare con voto capitario, praticamente sconosciuta eppure tra le 7-8 più rilevanti per attivo (4,4 miliardi). È una sorta di club per soli dipendenti (6.885) e pensionati della Banca d’Italia. Il bilancio 2016 della «Cassa di Sovvenzioni e Risparmio fra il personale della Banca d’Italia» (Csr) si è chiuso con un utile di 19,7 milioni, in calo rispetto ai 28 dello scorso anno quando già l’elevato costo della raccolta aveva eroso i margini. Ma il prezzo dell’azione, fissato a tavolino come in tutte le popolari non quotate, crescerà da 36,57 a 37,23 euro. All’assemblea di aprile due liste sindacali si contrappongono per il rinnovo del cda da cui esce l’attuale presidente, Giovanni Castaldi (foto), ex capo dell’Uif, il dirigente della Vigilanza che insieme al collega Claudio Clemente tentò di bloccare Gianpiero Fiorani, protetto dall’allora governatore Antonio Fazio. La Csr (3,1 miliardi di raccolta 2015, 931 milioni di impieghi) è un esempio di solidità ma non un’oasi di pace. Ha quasi 600 milioni di patrimonio netto (2015) e un minuscolo 0,1% di crediti deteriorati sugli impieghi. Del resto presta denaro solo ai soci-clienti targati Via Nazionale. I parametri patrimoniali sono lunari: 49% il Cet1 2015 ma in netto calo. Questa banca dentro Bankitalia (sportelli nelle 39 filiali e 52 dipendenti distaccati e pagati da Palazzo Koch) è reduce da anni di contrasti e veleni. Per esempio le cause civili di ex consiglieri e dell’ex presidente Punzo sulle nomine del cda; o i sospetti su vendite speculative di azioni operate da un consigliere. Erano più di 8mila un anno fa in assemblea e 713 avevano votato contro il bilancio. La prossima assemblea dirà se, finalmente, Csr avrà ottemperato agli adeguamenti chiesti da Bankitalia al termine di un’ispezione nel lontano 2012. L’«inadeguatezza dei presidi di controllo» (così scrivevano i sindaci nel 2016) è piuttosto anomala in un contesto dove il personale è esclusivamente targato Bankitalia. Gli stipendi del cda sono bassi, 150mila euro tutto compreso. Viaggi e trasferte hanno un rigido tariffario: aerei in classe economica, treni prima classe, massimo 50 euro a pasto e 260 per l’hotel.
    Gero Difrancesco
    Gero Difrancesco Messana era uno sbirro
    Gero Difrancesco
    Gero Difrancesco Il titolo della sua biografia potrebbe essere....Noi Messana: lo sbirro
    Lillo Taverna...
    Lillo Taverna
    Lillo Taverna La sua fasulla ironia egregio signor Gero è degna di miglior causa. Io ho i documenti, Lei le insulse calunnie di oscuri incolti pennivendoli siculi.
    domenica 8 maggio 2016
    la filotitina CERNIGOI
    Lillo Taverna ha aggiunto 2 nuove foto.
    Adesso ·
    Ho visto che la signorina Cernigoi nella sua NUOVA ALABARDA si è alquanto ammansità e soprattutto dopo la morte del Casarrubea lascia al suo destino il vilipeso Messana questore a Lubiana e Ispettore Generale di P.S. in subordine a Trieste (e se ho letto bene in subordine nentemenno che a Giuseppe Gueli). Io però resto nella claudicante prosa della Claudia filotitina il fascista dal buffo nome e da fantasmatico "tascu tuortu" e faccio la paroglia con il deprecabile Gerbino, ...il guitto del 'dietro l'angolo' del Maurizio Costanzo, quando furorereggiava nella televivione nazionale. Divertente!!! Ma non mi diverte molto, riguardando La NUOVA ALABASTRA, tutta quella infamante e raccapricciante silloge fotografica della filotitina Cernigoi (anche se invero ha cassato le foto più truculente). Mi chiedo come mai una tal giornalista e storica che infama - proterva - Messana e l'Italia poi non dice nulla non scrive nulla nulla commenta su quanto emerge e sommerge in questo testo ove si documentano le atrocità titine anche in quel di Lubiana.
    NOTA FINALE
    La Cernigoi si è resa responsabile di infame calunnia verso Ettore Giuseppe Tancredi Messana.
    A) L'accusa dei Tutini contro Messana quale criminale di Guerra fu risibile ignominia comunista finita miseramente al macero perché documentatamente infondata, calunniosa, miserabile.
    B) Lo sproloquio irriguardoso ed infedele del Ricciardetti, scherano questuruno della 'politica', addetto alla questura FASCISTA di Trieste, semmai riguarda il Messana Ispettore Generale di PS a Trieste e nulla ha a che vedere con il Messana Questore pro-tempore di Lubiana. Da escludere quindi ogni significatività circa l'infame e calunniosa denuncia titina tendente a giustiziare il grande Racalmutese come Criminale di Guerra.
    C) Quel tardo pamplet del Ricciardetti è ignominia che si spiega con quanto scrisse e svelò Senise, Capo della Polizia Italiana all'epoca del Messana Ispettore Generale di PS a Trieste. Le ricerche storiche devono essere serie fondate ed oneste, signora CERNIGOI.
    Calogero Taverna

    lunedì 27 marzo 2017

    Beh! che Benigni non abbia mai fatto capolavori mi sembra eccessIvo. Io ad esempio credo la Vita è bella un capolavoro. Gli altri film veramente comici li lascio pur da parte. (ma valgono via). I capolavori non si sfornano uno ogni ora. Manzoni ad esempio ha fatto solo (come capolavoro) I PROMESSI SPOSI, tanto per banalizzare. La grande verve comica del Benigni nazionale è unica ed immarciscibile. Se oggi riposa. vuol dire anche che è persona seria.
    Assunta Russo chissà, altro timore di aggiunge (viste alcune premesse c.d.s. e altri), una rinascente BI non autonoma dalla Bce, a limitazione controllata con poteri di politica monetaria interna...

    Lillo Taverna Questa BI è MORTA non essendo più l'ISTITUTODI EMISSIONE ex TITOLO III della massacrata Legge bancaria. Dovesse avere bene intravisto il massacrato Berluscuni in ordina all'Italia della doppia moneta come la Romania ci sarebbe speranza per una semiresurrezione di Via Nazionale 91. Si sa, nel mio piccolo sono per un ritorno alla Lira e per una BI del tutto conforne alla fascistica legge Bancaria. Calogero Taverna
    Grandi uomini quelli della Banca d'Italia? Va' là! Ecco la genealogia dei capi degli Ispettori di Vigilanza sulle aziende di Credito:
    Mancini;
    Zoffoli;
    Arista;
    Capriccioli;
    il capitano di lungo corso;
    Renzetti;
    ed ora Barbagallo che per viltade non mi ha concesso neppure un incontro collaborativo!
    La Banca d'Italia non ha mai avuto grandi uomini; per esigenze di bottega abbiamo inventato miti: Eiinaudi: economo non economista; Menichella il grigio governatore che per sparagnare rese senza cervelli la BI; Baffi l'uomo di Sarcinelli; Dini manco a parlarne; Ciampi già Ciampi, il mammoletta di mia conoscenza etc. Nessun grand'uomo, solo qualche grande donna come la mia Tina di cui tutto si ignora. Andreini il capo di un falso sindacato piagnone; la cgil di corte che spinse Berlinguer ad un comizio eversivo; i sindacatini gialli foraggiati da Finocchiaro il craxiano fratello del socialista Finocchiaro; l'Uniome dei miei tempi capci di farsi regalare la 127 per i suoi giovani rampasi in carriera cioè il trampolino di lancio di Micossi Frasca De mattia (fregati solo Romano Gattoni e il biondo Heller). Già la Banca d'Italia di Fazio l'uomo di Cesare Geronzi, Draghi fu nostro Governatore, ed ora il ragazzetto degli studi Visco che con il suo Costi/benefici sta radendo al suolo tutte le ingnominose nostre pappatoie, dal fondo pensioni con l la claisola d'oro, al caspie alle case di banca alle gioiose gite del Casc e di questi giorni alla falsa POPOLARE chiamata CrsFPBI, che il giallo leone vuole anora sua.  Calogero Taverna
    llo Taverna ha condiviso il post di Ombretta Buzzi.
    Adesso
    Ombretta Buzzi
    3 ore fa
    Siamo tutti sotto lo stesso cielo. C'è bisogno di empatia prima di tutto.
    http://www.ombrettabuzzi.it/qualche-volta-guardati-intorno/
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    Lillo Taverna Direi che l'empatia è essa stessa malattia. Occorre invece lotta, e lotta e lotta possibilmente continua.
    Cominciò con l' "attacco alla BANCA D"ITALIA"
    Cuore dell'economia
    Proseguiamo con la DIFESA
    De profundis bankitalia......
    Non so se possa dirsi, senza essere derisi, che il declino dell' Italia è cominciato con l'esclusione, da parte di una classe politica emergente (incapace e rapace), di una considerazione oculata, se non attenta, derivante dal dialogo costante con le rappresentanze politiche e sindacali della cittadinanza impiegatizia, operosa e operaia...
    Strano a dire ma, parallelamente, in Bankitalia è avvenuta la medesima cosa.
    Sarà forse perché all'Istituto, che anche durante il fascismo e la successiva occupazione tedesca, era stato mantenuto saldo il suo diritto-dovere di rappresentare a latere lo Stato, economico e monetario, e oggi non più lo possiede, ovverosia non lo si "difende" più.
    Lavorare ai fianchi.
    In Bankitalia queste "forze", con la formazione pilotata di un sindacatio giallo, hanno finito per depauperare, anche attraverso la commistione del c.d. Sindacato rosso Uspie Cgil (Unione Sindacale Personale Istituto di Emissione) con il sindacato fisac cgil (federazione italiana sindacale aziende di credito)... , cesare taccio, la forza sino allora dimostrata della presenza di un sindacato "diverso" che si occupava anche di questioni "politiche", come era giusto fare.
    È inutile dire che allora erano entrati a far parte del governo i socialisti craxiani ?
    Che caduta fu quella !
    Pensate ciò che volete, il mio confuso racconto conta nulla, anche perché tutto ciò che è storia, è necessariamente PASSATO, non si può ripercorrere, resta e conta, però, per il presente ed il futuro auspicabile, sempre se sia o non sia, da conquistare...
    Per non continuare a percorrere le medesime strade come se fosse ineluttabile farlo.
    I popoli avanzano solo con la forza delle idee.
    Il potere è mera prepotenza, forza delle attività monetarie e finanziare, cedutegli senza controllo alcuno...

    Altro...
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    Guido Merolla una volta c'era la FIB (federazione italiana bancari) che univa tutte le sigle (facevo parte del direttivo provinciale) Poi venne la FABI sostenuta indirettamente dalle aziende ed il fronte si ruppe. Nel mentre questa classe politica, finiti i grandi uomini e messi a tacerei veri economisti, ha mirato alle "riserve" della B.I.
    Assunta Russo D'accordo ma, dimmi, cosa ha potuto sostenere la BI (vigilante sulle aziende di credito) se non la successiva perdita del suo controllo sulle stesse?
    Guido Merolla le cariche assolutamente politiche ai vertici delle aziende
    Assunta Russo Vedi, Guido, non era proprio giusto il progetto nel suo insieme. Oggi ne scontiamo le tragiche conseguenze nell'indifferenza di molti...

    domenica 26 marzo 2017

    Storia di Malgrado Tutto Sin dal primo numero ha avuto la firma di Leonardo Sciascia





    Primarie Pd Racalmuto. Irrompe il “guastatore” Calogero Taverna

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    Elezioni. L’ex ispettore di Bankitalia chiede di partecipare alla competizione per la scelta del sindaco. Con una lettera inviata al segretario locale Vincenzo Maniglia pone la sua candidatura, come iscritto al Partito democratico. Quale sarà la risposta?

    Ha notificato la sua richiesta attraverso facebook. Calogero Taverna, 80 anni, ex ispettore di Bankitalia, ha chiesto al segretario del Pd di partecipare alle primarie. Entro domani il Pd di Racalmuto renderà noti i nomi di coloro che partecipano alle consultazioni di partito. Al momento i nomi sono tre, quello di Morena Mattina, Emilio Messana e del segretario locale Vincenzo Maniglia, anche se a quanto pare quest’ultimo potrebbe decidere di ritirarsi. E proprio in questa fase irrompe Taverna.
    Calogero Taverna (Foto di Alessandro Giudice Jyoti)
    Calogero Taverna (Foto di Alessandro Giudice Jyoti)
    Taverna, con una lettera dai toni formali, scrive: “Il sottoscritto dottore Calogero Taverna nato a Racalmuto il 10 maggio 1934 ed ora dal 5 gennaio di quest’anno ivi residente avanza formale istanza a concorrere come candidato a sindaco di Racalmuto di cui alle prossime elezioni del 25 maggio 2014 avendone pieno titolo perché militante semisecolare del Pci finché vi fu e poi del Pd a Roma, già dirigente del sindacato USPIE-CGIL della Banca d’Italia e fiancheggiatore inflessibile dei partiti di sinistra, in ultimo anche come pubblicista di Articolo21. Suggeritore di interrogazioni parlamentari dell’onorevole Garavini, ha contribuito alla messa sotto accusa dell’on.le Berlusconi nelle note faccende fiscali. A tanto poté il sottoscritto contribuire in quanto per sette anni superispettore del SECIT del Ministro Reviglio e successori”.
    Taverna, spiega nella sua lettera, “intende presentarsi onde dare pratica attuazione al programma di riequilibrio e di rilancio sociale ed economico del paese di Racalmuto come da allegata lettera aperta. A ridosso della campagna elettorale lamenta che si decida per le primarie quando vi è a Racalmuto un candidato ideale per fare i leader di una coalizione di intelligenti intese sicuramente vincente e questo candidato è l’avvocato Emilio Messana già segretario provinciale del Pd. Balzana risulta quest’idea di indire consultazioni frettolose e senza alcuna preparazione e addirittura in un clima di risse interne che stanno scandalizzando Racalmuto, pregiudicando quindi il successo che Racalmuto tributerebbe al Pd dignitosamente rappresentato e ad una larga ma non difforme intesa con partiti e movimenti collaterali”.
    E così conclude: “Avanzo comunque qui formale istanza a partecipare come candidato a sindaco del Pd e relativa coalizione”.

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    2 Responses to Primarie Pd Racalmuto. Irrompe il “guastatore” Calogero Taverna

    1. 28 marzo 2014 a 20:27
      Confermo in pieno quanto pubblicato da Malgrado Tutto. Altre dovevano essere le vie burocratiche. Ma non è colpa mia se si crede di gestire il partito a Racalmuto come una camarilla di paese e non si rispettano le regole del gioco che non sono quelle che un ingegnere o un agente delle tasse si inventano dalla sera alla mattina. E’ solare che le primarie non si possono inventare. Sono stato a Racalmuto sino all’altro giorno, quando potevo di persona presentare la mia richiesta a partecipare a codeste fantasmatiche “primarie”. Non se ne parlava neanche. All’improvviso eccoci messi con le spalle al muro di talché si può dare il via al gioco di escludere chi meritevolmente potrebbe aspirare alla sindacatura di Racalmuto e piazzare sottobanco chi è da un anno che vi trama.
    2. angelo Rispondi
      29 marzo 2014 a 8:43
      Come si puo avere fiducia ad un partito (PD)che non sa prendersi le proprie responsabilità,e loro dovrebbero amministrare una comunità? E che la Madonna del Monte ci AIUTI….

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