martedì 25 luglio 2017

Il PD non è un partito ma una accozzaglia; M5S idem, la LEGA altrettanto, Berlusconi non è un partito.... e via discorrendo. Tutta colpa della inottemperanza dell'art. 49 della Costituzione. Rileggiamolo: Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale". Dove è codesto 'metodo democratico'? Occorrevano leggi ferree e precise. Non è mai convenuto ad alcuno. Un tempo, men che meno alla DC e al dirimpettaio PCI. Craxi quindi disse: il partito sono me!. Oggi è più raffinanto Grillo che dice: il MOVIMENTO sono me. Allora? Occorrerebbe un referendum propositivo. Possibile? Ma certo o mglio forse o meglio non si sa come , direi: ma chi ce lo fa fare. Ecco i falsi problemi: il costo della politica! Le ferie di Napolitano. Il vitalizio di Tizio Filano e Caio. I retrobottega sanitari della Camera e del Senato restano luoghi oscuri. Far luce lì danneggia tutti, anche quei deputati per un giorno per bizzarria di Grillo. Calogero Taverna
Il PD non è un partito ma una accozzaglia; M5S idem, la LEGA altrettanto, Berlusconi non è un partito.... e via discorrendo. Tutta colpa della inottemperanza dell'art. 49 della Costituzione. Rileggiamolo: Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale". Dove è codesto 'metodo democratico'? Occorrevano leggi ferree e precise. Non è mai convenuto ad alcuno. Un tempo, men che meno alla DC e al dirimpettaio PCI. Craxi quindi disse: il partito sono me!. Oggi è più raffinanto Grillo che dice: il MOVIMENTO sono me. Allora? Occorrerebbe un referendum propositivo. Possibile? Ma certo o mglio forse o meglio non si sa come , direi: ma chi ce lo fa fare. Ecco i falsi problemi: il costo della politica! Le ferie di Napolitano. Il vitalizio di Tizio Filano e Caio. I retrobottega sanitari della Camera e del Senato restano luoghi oscuri. Far luce lì danneggia tutti, anche quei deputati per un giorno per bizzarria di Grillo. Calogero Taverna
Leggo che l'avvocato Pisapia ha dato il benservito al giovane aspirante Speranza. Allelluia! Ma prima avevo già scritto, bene in anticipo:
Dovesse essere la conta dei quaquaraqua di Sinistra poco mi importerebbe.
Spero che il mio BAFFETTO MAXIMO salga in cattedra e con vocazione MINORITARIA si prsenti egemone e apicale,
senza legulei accidiosi da varie generazioni al servizio della spocchiosa finanza bancaria meneghina
ed anco mettendo in disparte certi flosci parafarmacisti ravennati.
Facciano l'insiemistica tra la sinistra del centro, si raggruminino quali oboslete frattaglie politiche del millennio scorso.
Non ce ne cale.
Vorrei in MOVIMENTO le novelle forze con idee economiche salvifiche del tipo carliano dei prestiti compensativi e del risconto sotto fascia,
che capiscano che la nuova aspirazione cosmica è la LIBERTA' DAL LAVORO, in senso aristotelico,
che ripristinino le sovranità statuali al servizio del cosiddetto INTERESSE NAZIONALE, senza con ciò essere fascisti o di destra o nicodemicamente berlusconiani.
Calogero Taverna
Dovesse essere la conta dei quaquaraqua di Sinistra poco mi importerebbe. Spero che il mio BAFFETTO MAXIMO salga in cattedra e con vocazione MINORITARIA si prsenti egemone e apicale, senza legulei accidiosi da varie generazioni al servizio della spocchiosa finanza bancaria meneghina ed anco mettendo in disparte certi flosci parafarmacisti ravennati. Facciano l'insiemistica tra la sinistra del centro, si raggrumino quali oboslete frattaglie politiche del millennio scorso. Non ce ne cale. Vorrei in MOVIMENTO le novelle forze con idee economiche salvifiche del tipo carliano dei prestiti compensativi e del risconto sotto fascia, che capiscano che la nuova aspirazione cosmica è la LIBERTA' DAL LAVORO, in senso aristotelico, che ripristino le sovranità nazionali al servizio del cosiddetto INTERESSE NAZIONALE, senxza con ciò essere fascisti o di destra o nicodemicamente berlusconiani. Calogero Taverna
Dovesse essere la conta dei quaquaraqua di Sinistra poco mi importerebbe. Spero che il mio BAFFETTO MAXIMO salga in cattedra e con vocazione MINORITARIA si prsenti egemone e apicale, senza legulei accidiosi da varie generazioni al servizio della spocchiosa finanza bancaria meneghina ed anco mettendo in disparte certi flosci parafarmacisti ravennati. Facciano l'insiemistica tra la sinistra del centro, si raggrumino quali oboslete frattaglie politiche del millennio scorso. Non ce ne cale. Vorrei in MOVIMENTO le novelle forze con idee economiche salvifiche del tipo carliano dei prestiti compensativi e del risconto sotto fascia, che capiscano che la nuova aspirazione cosmica è la LIBERTA' DAL LAVORO, in senso aristotelico, che ripristino le sovranità nazionali al servizio del cosiddetto INTERESSE NAZIONALE, senxza con ciò essere fascisti o di destra o nicodemicamente berlusconiani. Calogero Taverna
Dovesse essere la conta dei quaquaraqua di Sinistra poco mi importerebbe. Spero che il mio BAFFETTO MAXIMO salga in cattedra e con vocazione MINORITARIA si prsenti egemone e apicale, senza legulei accidiosi da varie generazioni al servizio della spocchiosa finanza bancaria meneghina ed anco mettendo in disparte certi flosci parafarmacisti ravennati. Facciano l'insiemistica tra la sinistra del centro, si raggrumino quali oboslete frattaglie politiche del millennio scorso. Non ce ne cale. Vorrei in MOVIMENTO le novelle forze con idee economiche salvifiche del tipo carliano dei prestiti compensativi e del risconto sotto fascia, che capiscano che la nuova aspirazione cosmica è la LIBERTA' DAL LAVORO, in senso aristotelico, che ripristino le sovranità nazionali al servizio del cosiddetto INTERESSE NAZIONALE, senxza con ciò essere fascisti o di destra o nicodemicamente berlusconiani. Calogero Taverna
De Sancta Lucia IUVIS ROTUNDI

Quanto al Virgilio denigrtore degli AEQUI mi piace leggerlo tadotto da ROSA CALZECCHI ONESTI così:
VII vv.. 743/749

Anche te alle battaglie la montuosa Nerse mandò,
Ufente, bello di fama e d'armi invincibili:
aspro su tutti il tuo popolo, avvezzo alle lunghe
cacce nei boschi: gli Equicoli, che zolla han durissima .


Armati lavoran la terra, e sempre ogni giorno
amano radunar nuove prede e viver di furto.

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Ovvio, noi non riteniamo il grandissimo poeta Virguilio storico di valore alcuno. Propaganda politica romana. Roma rammentava ancora le batoste prese tra Corvaro e la piana del Salto da quei rudi montanari che scendevano da Nerse o dai monti di Gioverotondo.


Quanto al tronfio e retorico Cicerone lasciamolo perdere.
CICERONE DE REPUBLICA
Traduzione di Paragrafo 36, Libro 2 di CICERONE
Versione originale in latino
Deinde equitatum ad hunc morem constituit qui usque adhuc est retentus, nec potuit Titiensium et Rhamnensium et Lucerum mutare cum cuperet nomina, quod auctor ei summa augur gloria Attus Navius non erat. Atque etiam Corinthios video publicis equis adsignandis et alendis orborum et viduarum tributis fuisse quondam diligentis. Sed tamen prioribus equitum partibus secundis additis MDCCC fecit equites numerumque duplicavit. Postea bello subegit Aequorum magnam gentem et ferocem et rebus populi Romani imminentem, idemque Sabinos cum a moenibus urbis reppulisset, equitatu fudit belloque devicit, atque eundem primum ludos maximos, qui Romani dicti sunt, fecisse accepimus, aedemque in Capitolio Iovi Optimo Maximo bello Sabino in ipsa pugna vovisse faciendam, mortuumque esse cum duodequadraginta regnavisset annos.
Traduzione all'italiano
In seguito creò l'ordine dei cavalieri nel modo che si è conservato fino ad oggi, ma non poté modificare i nomi dei Tiziensi, dei Ramnensi e dei Luceri pur volendolo, poiché l'augure di somma fama Atto Navio non gli fu sostenitore. E credo che anche i Corinzi erano allora diligenti nell'assegnare e mantenere cavalli per il servizio dello Stato con le tasse dei maritati senza figli e delle vedove. Ma tuttavia, aggiunte nuove schiere di cavalieri ai precedenti, portò i calieri a mille e ottocento e ne raddoppiò (così) il numero. Sottomise poi in guerra il grande e feroce popolo degli Equi, minaccioso per le sorti del popolo Romano, e sempre lui, dopo averli respinti dalle mura della città, disperse con la cavalleria i Sabini e li sconfisse in guerra, e sappiamo che sempre lui per primo organizzò i giochi massimi, che furono detti Romani, e che durante la guerra sabina, nel pieno della battaglia fece voto di dedicare in Campidoglio un tempio a Giove Ottimo Massimo, e che morì dopo quarantotto anni di regno.
---------------------------------



Passando al Corradino sconfitto il 23 agosto 1268, aggrappiamoci pure a Dante ma avvaliamoci di buon commento, diversamente poco afferriamo.
L'inciso dantesco svolto a rimembrare l'astuzia del 'vecchio Alardo', nella battaglia di Tagliacozzo è passo di realistica poesia, grande pastura di critici vecchi e nuovi.


Ma a noi quel canto XXVIII dell'Inferno dà briosa rivincita sui tanti che odiano il parlar volgare e spesso ci additano a pessimo scrittore di triviale ardire.

Citiamo Dante:
"Già veggia (botte), per mezzul perdere o lulla,
com' io vidi un, così nun si pertugia
rotto dal mento in in ove si trulla."


Fin qui i valenti ricercatori di Santa Lucia delle castagne. Riporto a corredo un bel commento: 'certamente (già) una botte (veggia arc.) per il fatto che abbia perduto la doga frontale di mezzo (mezzul, arc.) o una delle doghe che fiancheggiano la mediana (lulla: lunula, cioè fatta a mezza luna), non si potrebbe dire squarciata (non si pertugia) non appare così rotta), come io vidi uno tagliato (rotto) dal mento sino all'ano (dove si trulla arc. per 'si scorreggia)'.


Excursus letterario mirabile ma cosa c'entra con Corradino e Santa Lucia di Gioverotondo non afferriamo bene.
Divertimento per divertimento, noi continuiamo a citar Dante a
giustificazione del nostro talora abbandono al volagre eloquio.

"Tra le gambe pendean le minugia (le interiora)
la corata pareva e 'l tristo sacco ( (corata: cuore, polmoni, fegato e milza); (tristo sacco per ripugnante stomaco
che merda fa di quel che trangugia".
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

"Tutte le più sconce espressioni della lingua popolare sono per Dante una fonte sicura, validissima figuralmente per descrivere poeticamente con efficacia realistica, con estrema oggettività e singolare distacco la materialità dell'enorme ferita di Maometto."

lunedì 24 luglio 2017

Chi io sia non lo so né m'importa di saperlo. Ordunque; un signore molto assennato mi trsmette in messenger un grido di dolore pregandomi di farlo girare. Non ci penso due volte e tac! taglio e cucio e non ci penso più. Frattanto mi metto a scandagliare Google per sapere chi era quel principe Colonna Secentesco dedito ad una raffinìnata ricerca botanica, con particolare riguardo ai miei diletti fiori spontanei. Ho fortuna, lo trovo e subito copio e pubblico. Torno nel mio diario e mi vedo aggredito, deriso, catechizzato come se fossi un babbeo che cade nella trappola di facitori o facitrici di 'bufale'. OVVIAMENTE NON CI STO e chi mi conosce sa che subito m'incendio e son faville ironiche sarcastiche cattive 'allusive' apologetiche, cristiane, eretiche, repressive. Mi si accusa, di rimando, di avere una greve 'caduta di stile'. Lo stile, la galanteria, la buona educazione, la signorilità, tutto insomma quel ciarpme borghese che in fondo mi rende ilare e giulivio se posso sputarci sopra (per non dire altro).
Ecco dove avvenne davvero la battaglia del 1268 tra Carlo d'Angiò ed il patetico Corradino (per l'Aleardi "giovinetto pallido. e bello con la chioma d'oro ... era biondo. era bianco, era beato ..)  Volersi appropriare di quella romantica memoria è fatica di questi tempi da parte del borgo di Santa Lucia delle castagne che paganamente, dopo i tempi della visita apostolica di Camaiani, lo si dice infondatamente di Gioverotondo.

Appropriazione indebita per appropriazione indebita allora dico che avvenne quella furba vittoria angioina in terra sino ad oggi non individuabuìile con certezza. A Tagliacozzo per la tradizione colta, in dubbia località per il moderno gusto di far rivisitazioni su rivisitazioni.

Leggo infatti: La battaglia campale ebbe materialmente luogo presso un ponte in muratura sito sul fiume Imele (tratto abruzzese nei pressi del fiume Salto) o, secondo altri storici, nelle vicinanze del ruscello Riale presso Castrum Pontis. I soldati guidati dallo svevo, numericamente superiori, accerchiarono .... [


Domanda sorniona: dove era 'codesto ponte in muratura sul fiume Imele .... nei pressi del Fiume Salto? In un tratto abuzzese di un tempo o nel Cicolano di adesso?

Per altri storici, invece, il fattaccio avvenne 'nelle vicinanze del ruscello Riale presso Castrum Pontis'. località ancora più imprecisata.

Reputo che tutto avvenne nei piani di Corvaro, punto di confluenza delle residuali vie romane più o meno consolari e incrocio per Aquila, Napoli e Roma  di quella che ora, per mungere alle Provvidenze Comunitarie, chiamano Via Francigena  collegante magari i 29 castelli che ci elenca il Lugini a pag. 125 delle sue Memorie:  1) Mareri, 2) Capradosso, 3) Staffoli, 4) Girgenti, 5) Poggio Poponesco, 6)Sambuco, 7) Radicaro, 8) Castelmenardo, 9) Collefegato, 10) S. Giovanni di Lapidio, 11) Pescorocchiano, 12) Gamagna, 13) Macchiatimone, 14) Castiglione, 15) Rascino, 16) Rocca Petrella, 17) Rocca Berarda, 18) Rocca Librisi,  19) Rocca Vittiana, 20) Rocca del Salto, 21) Rocca Odorisio, 22) Rocca Randisi, 23) Rocca Maleto, 24) Corvaro, 25) Torano, 26) S. Anatolia, 27) Spedino e 28) Poggiovalle.

La sconfitta del pallido Corradino del 1268  si consumò presso le fonti del Fiume Salto in un ponte in muratura che nccessariamente doveva congiungere due sponde di un sorgente fiume, come dire sotto Macchiatimone, il castello di pertinenza di Baccarecce, (Pescorocchiano)  Calogero Taverna


..............................................................................................

Piani Palentini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Piani Palentini
Piani Palentini - panoramio.jpg
Piani Palentini
StatiItalia Italia
RegioniAbruzzo Abruzzo
ProvinceL'Aquila L'Aquila
Località principaliAvezzanoCapistrelloMagliano de' MarsiScurcola MarsicanaTagliacozzo
Altitudinemedia: 700 m s.l.m.
Piani Palentini sono un altopiano della Marsica, in provincia dell'Aquila, in Abruzzo, situati tra i 680 e i 720 metri slm, senza sbocco al mare e contornato da rilievi montuosi quali il gruppo Sirente-Velino, il monte San Nicola e il massiccio del monte Bove (Monti Carseolani) e la catena del Monte Salviano. I monti Aurunzo e Girifalco separano i piani dalla Valle di Nerfa. Fa parte dell'area la piccola depressione del Terramone, situata tra i comuni di Magliano de' Marsi e Scurcola Marsicana[1].
Questo altopiano ad est è contiguo alla piana del Fucino, mentre nella parte nord-ovest alla bassa valle del Cicolano e rientra nei territori dei comuni di Scurcola MarsicanaMagliano dei MarsiCapistrelloTagliacozzoAvezzano. L'altopiano è a prevalente destinazione agricola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Non è chiara l'origine del nome. Nell'antichità erano detti campi Valentini[2]. Grazie a numerosi rinvenimenti archeologici, è stato accertato che, in epoca romana, dopo la fondazione della colonia di Alba Fucens, l'intera area fu sottoposta a centuriazione ed i vari lotti di terreno così delimitati furono assegnati a coloni latini[3]. Dopo alcuni anni dal primo prosciugamento del Fucino operato dall'imperatore Claudio, tramite la costruzione degli omonimi cunicoli tra il 41 e il 52 d.C., i piani Palentini furono dotati di un acquedotto per servire le ville rustiche e per favorire le attività agricole[4].

Battaglia di Tagliacozzo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Tagliacozzo.
Nel 1268 in questa località venne combattuta la battaglia di Tagliacozzo che a seguito della sconfitta di Corradino di Svevia causò la caduta dal trono siciliano della casa sveva ed il predominio di Carlo I d'Angiò nel territorio italiano[5].

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]


Rocca Orsini a Scurcola Marsicana

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gli equi: un periodo della storia antica degli italiani (TXT), Archive.org.
  2. ^ Corsignani, pag.790
  3. ^ L'età antica - Roma ed Alba Fucens, Comune di Avezzano (Giuseppe Grossi).
  4. ^ L'ager Albensis e il fundus Avidianus, Comune di Avezzano (Giuseppe Grossi).
  5. ^ Angelo Melchiorre, La battaglia di Tagliacozzo, Terre Marsicane. URL consultato il 15-7-2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pietro Antonio Corsignani, Reggia Marsicana Ovvero Memorie Topografico-Storiche Di varie Colonie, e Città antiche e moderne della Provincia de i Marsi e di Valeria: Compresa Nel Vetusto Lazio, e negli Abruzzi, Colla Descrizione Delle loro Chiese, e Immagini miracolose, e delle Vite de' Santi, cogli Uomini Illustri, e la Serie de' Vescovi Marsicani, Parrino (provenienza dell'originale Biblioteca Pubblica Bavarese, Monaco di Baviera), 1738.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Marsica Portale Marsica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Marsica
Ecco dove avvenne davvero la battaglia del 1268 tra Carlo d'Angiò ed il patetico Corradino (per l'Aleardi "giovinetto pallido. e bello con la chioma d'oro ... era biondo. era bianco, era beato ..)  Volersi appropriare di quella romantica memoria è fatica di questi tempi da parte del borgo di Santa Lucia delle castagne che paganamente, dopo i tempi della visita apostolica di Camaiani, lo si dice infondatamente di Gioverotondo.

Appropriazione indebita per appropriazione indebita allora dico che avvenne quella furba vittoria angioina in terra sino ad oggi non individuabuìile con certezza. A Tagliacozzo per la tradizione colta, in dubbia località per il moderno gusto di far rivisitazioni su rivisitazioni.

Leggo infatti: La battaglia campale ebbe materialmente luogo presso un ponte in muratura sito sul fiume Imele (tratto abruzzese nei pressi del fiume Salto) o, secondo altri storici, nelle vicinanze del ruscello Riale presso Castrum Pontis. I soldati guidati dallo svevo, numericamente superiori, accerchiarono .... [


Domanda sorniona: dove era 'codesto ponte in muratura sul fiume Imele .... nei pressi del Fiume Salto? In un tratto abuzzese di un tempo o nel Cicolano di adesso?

Per altri storici, invece, il fattaccio avvenne 'nelle vicinanze del ruscello Riale presso Castrum Pontis'. località ancora più imprecisata.

Reputo che tutto avvenne nei piani di Corvaro, punto di confluenza delle residuali vie romane più o meno consolari e incrocio per Aquila, Napoli e Roma  di quella che ora, per mungere alle Provvidenze Comunitarie, chiamano Via Francigena  collegante magari i 29 castelli che ci elenca il Lugini a pag. 125 delle sue Memorie:  1) Mareri, 2) Capradosso, 3) Staffoli, 4) Girgenti, 5) Poggio Poponesco, 6)Sambuco, 7) Radicaro, 8) Castelmenardo, 9) Collefegato, 10) S. Giovanni di Lapidio, 11) Pescorocchiano, 12) Gamagna, 13) Macchiatimone, 14) Castiglione, 15) Rascino, 16) Rocca Petrella, 17) Rocca Berarda, 18) Rocca Librisi,  19) Rocca Vittiana, 20) Rocca del Salto, 21) Rocca Odorisio, 22) Rocca Randisi, 23) Rocca Maleto, 24) Corvaro, 25) Torano, 26) S. Anatolia, 27) Spedino e 28) Poggiovalle.

La sconfitta del pallido Corradino del 1268  si consumò presso le fonti del Fiume Salto in un ponte in muratura che nccessariamente doveva congiungere due sponde di un sorgente fiume, come dire sotto Macchiatimone, il castello di pertinenza di Baccarecce, (Pescorocchiano)  Calogero Taverna


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Piani Palentini

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Piani Palentini
Piani Palentini - panoramio.jpg
Piani Palentini
StatiItalia Italia
RegioniAbruzzo Abruzzo
ProvinceL'Aquila L'Aquila
Località principaliAvezzanoCapistrelloMagliano de' MarsiScurcola MarsicanaTagliacozzo
Altitudinemedia: 700 m s.l.m.
Piani Palentini sono un altopiano della Marsica, in provincia dell'Aquila, in Abruzzo, situati tra i 680 e i 720 metri slm, senza sbocco al mare e contornato da rilievi montuosi quali il gruppo Sirente-Velino, il monte San Nicola e il massiccio del monte Bove (Monti Carseolani) e la catena del Monte Salviano. I monti Aurunzo e Girifalco separano i piani dalla Valle di Nerfa. Fa parte dell'area la piccola depressione del Terramone, situata tra i comuni di Magliano de' Marsi e Scurcola Marsicana[1].
Questo altopiano ad est è contiguo alla piana del Fucino, mentre nella parte nord-ovest alla bassa valle del Cicolano e rientra nei territori dei comuni di Scurcola MarsicanaMagliano dei MarsiCapistrelloTagliacozzoAvezzano. L'altopiano è a prevalente destinazione agricola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Non è chiara l'origine del nome. Nell'antichità erano detti campi Valentini[2]. Grazie a numerosi rinvenimenti archeologici, è stato accertato che, in epoca romana, dopo la fondazione della colonia di Alba Fucens, l'intera area fu sottoposta a centuriazione ed i vari lotti di terreno così delimitati furono assegnati a coloni latini[3]. Dopo alcuni anni dal primo prosciugamento del Fucino operato dall'imperatore Claudio, tramite la costruzione degli omonimi cunicoli tra il 41 e il 52 d.C., i piani Palentini furono dotati di un acquedotto per servire le ville rustiche e per favorire le attività agricole[4].

Battaglia di Tagliacozzo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Tagliacozzo.
Nel 1268 in questa località venne combattuta la battaglia di Tagliacozzo che a seguito della sconfitta di Corradino di Svevia causò la caduta dal trono siciliano della casa sveva ed il predominio di Carlo I d'Angiò nel territorio italiano[5].

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]


Rocca Orsini a Scurcola Marsicana

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gli equi: un periodo della storia antica degli italiani (TXT), Archive.org.
  2. ^ Corsignani, pag.790
  3. ^ L'età antica - Roma ed Alba Fucens, Comune di Avezzano (Giuseppe Grossi).
  4. ^ L'ager Albensis e il fundus Avidianus, Comune di Avezzano (Giuseppe Grossi).
  5. ^ Angelo Melchiorre, La battaglia di Tagliacozzo, Terre Marsicane. URL consultato il 15-7-2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pietro Antonio Corsignani, Reggia Marsicana Ovvero Memorie Topografico-Storiche Di varie Colonie, e Città antiche e moderne della Provincia de i Marsi e di Valeria: Compresa Nel Vetusto Lazio, e negli Abruzzi, Colla Descrizione Delle loro Chiese, e Immagini miracolose, e delle Vite de' Santi, cogli Uomini Illustri, e la Serie de' Vescovi Marsicani, Parrino (provenienza dell'originale Biblioteca Pubblica Bavarese, Monaco di Baviera), 1738.

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